Discussioni di architettura
 

Polemica sul progetto ad Alberobello

Ghost Dog 3 Dic 2015 15:58
http://tinyurl.com/p38j6nh

la bassa qualità della proposta IMHO è desumibile dal rendering.
Se hai il coraggio di rpesentare un fotomontaggio come questo per
convincere gli scettici non puoi che ottenere il contrario.
ma dico io, se non sei capace ad usare il computer disegna a mano,
sicuramente ci fai una figura migliore.
GD

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
eddy 4 Dic 2015 09:21
Il giorno giovedì 3 dicembre 2015 15:59:03 UTC+1, Ghost Dog ha scritto:
> http://tinyurl.com/p38j6nh
>
> la bassa qualità della proposta IMHO è desumibile dal rendering.
> Se hai il coraggio di rpesentare un fotomontaggio come questo per
> convincere gli scettici non puoi che ottenere il contrario.
> ma dico io, se non sei capace ad usare il computer disegna a mano,
> sicuramente ci fai una figura migliore.
> GD
>
> ---
> Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
> https://www.avast.com/antivirus

Invece apprezzo la semplicità e classicità delle linee.
CMQ un progetto non si giudica dal render. Personalmente non ho mai fatto render
di un mio progetto ed usiamo il cad a stu***** dal 1985 (autocad 2.17j). Trovo
che servono a poco se non a "vendere" se uno sa progettare ha il progetto in
testa, quindi non ha bisogno del render. Sarò vecchio ma per me un progetto è
piante sezioni prospetti ed al massimo assonometrie.
Come ripeto sempre ai "pargoli di stu*****" non è il disegno che fa il
progetto, ma il contenuto. E' come un testo quello che conta è il contenuto non
come è impaginato ed il carattere. Occhio non è che non abbiamo la capacità
tecnica di farlo, o ci manca il sw, lo impieghiamo solo nella fase di
progettazione iniziale per discutere certe scelte, ma il progetto definitivo,
pur usando il BIM, non esce col render. E' che trovo, insieme ai vecchi di
stu*****, fare render al solo scopo di vendere il progetto una perdita di tempo
ed il tempo in stu*****, non solo costa, ma non è mai sufficiente per fare
tutto. Trovo che fare particolari costruttivi, tecnologici, impiantistici,
strutturali, ecc. per migliorare la qualità del costruito, sia un impiego di
tempo migliore di quello necessario per i render.
Ghost Dog 4 Dic 2015 09:46
Il 04/12/2015 09:21, eddy ha scritto:
> Il giorno giovedì 3 dicembre 2015 15:59:03 UTC+1, Ghost Dog ha scritto:
>> http://tinyurl.com/p38j6nh
>>
>> la bassa qualità della proposta IMHO è desumibile dal rendering.
>> Se hai il coraggio di rpesentare un fotomontaggio come questo per
>> convincere gli scettici non puoi che ottenere il contrario.
>> ma dico io, se non sei capace ad usare il computer disegna a mano,
>> sicuramente ci fai una figura migliore.
>> GD
>>
>> ---
>> Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
>> https://www.avast.com/antivirus
>


> Invece apprezzo la semplicità e classicità delle linee.

A me invece non piace. Lo trovo dissonante nel modo sbagliate, non
rifiuta completamente il confronto e non lo accetta.
ne carne ne pesce.
My2cents...
> CMQ un progetto non si giudica dal render. Personalmente non ho mai
>fatto render di un mio progetto ed usiamo il cad a stu***** dal 1985
>(autocad 2.17j). Trovo che servono a poco se non a "vendere" se uno sa
>progettare ha il progetto in testa, quindi non ha bisogno del render.
>Sarò vecchio ma per me un progetto è piante sezioni prospetti ed al
>massimo assonometrie.
> Come ripeto sempre ai "pargoli di stu*****" non è il disegno che fa il
>progetto, ma il contenuto. E' come un testo quello che conta è il
>contenuto non come è impaginato ed il carattere. Occhio non è che non
>abbiamo la capacità tecnica di farlo, o ci manca il sw, lo impieghiamo
>solo nella fase di progettazione iniziale per discutere certe scelte,
>ma il progetto definitivo, pur usando il BIM, non esce col render. E'
>che trovo, insieme ai vecchi di stu*****, fare render al solo scopo di
>vendere il progetto una perdita di tempo ed il tempo in stu*****, non
>solo costa, ma non è mai sufficiente per fare tutto. Trovo che fare
>particolari costruttivi, tecnologici, impiantistici, strutturali, ecc.
>per migliorare la qualità del costruito, sia un impiego di tempo
>migliore di quello necessario per i render.
>
E' esattamente quel che volevo dire.
Se non sei in grado di fare un rendering di livello rivolgiti a tecniche
tradizionali.
Anche io nelle mie presentazioni sto passando dal fotorealismo al 3d
grafico, per permettere al cliente di apprezzare lo svilupppo volumetrico.
Alla fine non sono, e non voglio essere,la Pixar, e negli anni ho visto
troppi colleghi fare splendidi render che si sono evoluti in pessimi
edifici.
Il senso del mio intervento è che se hai il coraggio di far uscire un
render così trascurato, IMHO lo stesso livello avrà il progetto.
Si chiama sciatteria.
GD


---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
eddy 5 Dic 2015 09:33
Il giorno giovedì 3 dicembre 2015 15:59:03 UTC+1, Ghost Dog ha scritto:
> http://tinyurl.com/p38j6nh
>
cut

Stiamo toccando il vero problema dell'architettura: L'architettura è il
progetto o la realizzazione? Ovvio per me il realizzato, quindi il progetto ha
poca importanza. Nel senso che deve dare tutte le informazioni necessarie per la
corretta realizzazione tecnica, ma non è un esercizio di grafica manuale o no.
Vero che per alcuni colleghi con cui lavoro, generazione precedente la mia,
specie gli allievi di Muratori, che escono fuori dal liceo artistico hanno la
fissa del segno grafico, ma poi occorre realizzarlo, e spesso la realizzazione
è inferiore al progetto (capita anche a me :)), appunto perchè il segno
grafico mascherava. Invece se il segno grafico è povero, scarno, essenziale, si
vedono ad occhio pregi e difetti. Non dico che un bel render non serva, lo
facciamo per i progetti stranieri (quelli secondo l'architettura internazionale
che va di moda all'estero), ma solo in fase di "vendita" del progetto, tanto la
qualità ha poca importanza, si fa tutto con il BIM, si risparmia tempo,
denaro, ti semplifichi la vita. Ma questa non è architettura, è solo mera
costruzione.
Invece il vero progetto architettonico è un divenire in cui il progetto grafico
è solo l'idea di base, il filo conduttore, che nel corso della realizzazione in
cantiere diventa vera architettura. Va bene sono un vecchio artigiano che segue,
o meglio si sforza di seguire, le orme dei grandi del passato, che ha passato
una vita a studiare non solo il realizzato ma anche il progetto grafico
originario e cercare di capire quale è stato il pensiero che li ha guidati
nell'iter dall'idea al realizzato. OK, è vero è una mia deformazione da
specialista in restauro e consolidamento, ma citando una frase famosa che ho
fatto mia: siamo dei nani sulle spalle di giganti (Bernardo di Chartres) cerco
sempre di imparare dal passato, e soffro di un enorme complesso di inferiorità
nei loro confronti, motivo per cui non ho e non avrò mai un sito, non sono mai
stato soddisfatto di una mia realizzazione,quando mi trovo a lavorare sulle
opere di Borromini, Algardi, Sangallo, Bramante, Nolli,ecc. vedo la mia
insufficienza, inesperienza e la mia pochezza come architetto e, francamente, mi
vergogno per la mia inferiorità, per cui il mio "tratto" è sempre estremamente
"leggero" e cerco di essere poco "invasivo", anzi, specie nel restauro "nullo".
Anche quando devo fare "inserimenti" in un contesto storico. Ecco perchè la
proposta, pur con tutti i limiti di un render, limitato per di più, non mi
dispiace.
Ghost Dog 9 Dic 2015 17:12
Il 09/12/2015 16:29, Gabriele Pranzo� ha scritto:
> On Fri, 4 Dec 2015 09:46:18 +0100, Ghost Dog

> Concordo in pieno, il render se si fa si fa bene, altrimenti meglio
> uno schizzo. Purtroppo oggi è uno strumento necessario, il cliente se
> lo aspetta e va fatto proprio come se si fosse la Pixar; non tutti
> hanno la fortuna di Eduardo che non ha bisogno di vendersi.

Eddy (uso il Nick perchè penso di non avere abbastanza confidenza per il
"Tu") ha iniziato in periodi in cui si poteva gettare le basi per un
futuro da veri professionisti, quelli che vengono rispettati in primis
dal cliente.
E' un gioco dell parti a cui noi giovani (o ex giovani, è meglio) non
siamo mai stati abituati.
Nell'ultimo anno, avendo cominciato a lavorare per clientela privata di
fascia me*****/alta (in Italia) straniera ho scoperto che all'estero
rispettano ancora il professionista, gli delegano le responsabilità e lo
premiano quando mantiene fede ai patti.
E' una bella sensazione...
> Non è neanche vero però che un bel render porti a un brutto edificio,
> sono convinto che si possa essere bravi nella rappresentazione e anche
> nel dettaglio costruttivo (noi, almeno, ci proviamo).

Sono d'accordissimo con te, anche io in certi casi punto molto sul
realismo, ma se lo faccio voglio ottenere un risultato degno, atrimenti
rimango sul grafico.
Ciao,
GD


---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
www.studiomirano.it 9 Dic 2015 17:48
>
> Sono d'accordissimo con te, anche io in certi casi punto molto sul
> realismo, ma se lo faccio voglio ottenere un risultato degno, atrimenti
> rimango sul grafico.
> Ciao,
> GD
>
>
> ---
> Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast
> antivirus.
> https://www.avast.com/antivirus
>


premesso che non realizzo render fotorealistici, ma giusto ogni tanto
qualche "3d con i materiali" :) , la mia esperienza mi porta a dire
che il render porta ad un certo tipo di problema..........infatti ho
notato che se si presenta al cliente finale una assonometria vecchia
maniera o un volumetrico colorato (tetto rosso, finestre azzurre, muri
gialli,ecc...) il cliente capisce che è un disegno e cerca di
"completarlo" immaginando per esempio su di esso i materiali da capitolato.
Se invece si presenta al cliente un render con materiali, ecc...ecc..
per lui quello è "l'edificio come verrà realizzato", solo che nel 99%
dei casi l'edificio realizzato sarà divero, proprio perchè in corso
d'opera si varieranno parecchi elementi, variazioni che però il cliente
farà fatica ad associare al primo render che ha visto (perchè ovviamente
non verrà mai commissionato un render di "variante"........)

--
www.stu*****mirano.it
Ghost Dog 9 Dic 2015 18:32
Il 09/12/2015 17:42, Gabriele Pranzo� ha scritto:
> On Wed, 9 Dec 2015 17:12:45 +0100, Ghost Dog
> <ghost_dog_don't_works_@g.g> wrote:
>
>> Nell'ultimo anno, avendo cominciato a lavorare per clientela privata di
>> fascia me*****/alta (in Italia) straniera ho scoperto che all'estero
>> rispettano ancora il professionista, gli delegano le responsabilità e lo
>> premiano quando mantiene fede ai patti.
>
> Se te ne avanza uno (intendo cliente straniero di fascia alta) sai a
> chi rivolgerti :)

Magari avessi così tanti clienti da dover coinvolgere professionisti del
tuo livello!!!

> Qualche anno fa ho avuto un'ottima esperienza con due signore
> asiatiche che avevano acquistato una villa sul lago da ristrutturare;
> abbiamo redatto il progetto preliminare e poi, purtroppo, la crisi le
> ha fatte scomparire.
>
E' un settore che mi è "esploso" in mano quest'anno, complice
l'evoluzione turistica di questa zona del Piemonte.
Grazie ad un minimo di inglese (imparato parlandolo, quindi molto poco
scolastico ma efficace) e ad un flusso di lavoro orientato a fornire un
servizio "chiavi in mano" in cui il cliente deve prendere solo le
decisioni su cosa gli piace e cosa no, il tutto gestito in via
telematica, quindi videoconferenze con Skype, tanti disegni, tanta
disponibilità, aggiornamenti giornalieri del cantiere con foto in tempo
reale via Whatsapp l'instaurarsi di rapporti personali anche di
amicizia, oltre alla creazione di una filiera di artigiani che non si
tirano indietro, rispettano i preventivi e danno asssitenza anche a
lavoro finito sto lavorando divertendomi pure.
il più bel complimento me l'ha fatto un cliente danese, speculatore
immobiliare che lavora su berlino quando, alla consegna dei lavori nel
tempo pattuito, rimanendo nel budget e con un ottimo risutato
qualitativo, mi ha detto "mi avevano tutti spaventato dicendo che
costruire in Italia sarebbe stato un incubo.Per me non è stato così".

Adesso sono in contatot con degli americani, non so se il pre progetto
(chiamarlo preliminare è troppo) si evolverà in un progetto vero e
proprio (ci incontriamo martedi, anche se mi hanno già detto che gli è
piaciuta la soluzione proposta), ma almeno quello fatto finora me lo
hanno pagato......essere pagati per un pre-progetto......quasi non ci
credevo!!!
Ciao,
GD



---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
eddy 10 Dic 2015 08:28
>
> Eddy (uso il Nick perchè penso di non avere abbastanza confidenza per il
> "Tu") ha iniziato in periodi in cui si poteva gettare le basi per un
> futuro da veri professionisti, quelli che vengono rispettati in primis
> dal cliente.
> E' un gioco dell parti a cui noi giovani (o ex giovani, è meglio) non
> siamo mai stati abituati.
> Nell'ultimo anno, avendo cominciato a lavorare per clientela privata di
> fascia me*****/alta (in Italia) straniera ho scoperto che all'estero
> rispettano ancora il professionista, gli delegano le responsabilità e lo
> premiano quando mantiene fede ai patti.
> E' una bella sensazione...
>> Non è neanche vero però che un bel render porti a un brutto edificio,
>> sono convinto che si possa essere bravi nella rappresentazione e anche
>> nel dettaglio costruttivo (noi, almeno, ci proviamo).
>
> Sono d'accordissimo con te, anche io in certi casi punto molto sul
> realismo, ma se lo faccio voglio ottenere un risultato degno, atrimenti
> rimango sul grafico.

Scusate se vado off-topic
Eddy è il mio diminutivo ufficiale da quando sono nato. :)
Potete darmi del tu siamo colleghi
Non è tanto che ho iniziato quando c'era il rispetto per la professione, vero
sto in giro da oltre 45 anni, ma solo perchè ho cominciato presto, a 18 anni,
spedito in cantiere appena fatta la maturità,a farmi le ossa, vero, come figlio
di papà, quindi con tutte le faciliatzioni del caso. E da allora, come in uso
in famiglia, lavorato e studiato. Quindi non sono cosi antidiluviano :)
Il problema del rispetto per il professionista non viene dal cliente ma da come
ci vediamo noi. Se noi ci rispettiamo,e quindi non lavoriamo per la parcella, ma
perchè così ci piace e facciamo i suoi interessi senza guardare ad altro, il
cliente lo percepisce e ci rispetta. Se non lo fa è uno stupido e non ci
merita. Una cosa ho imparato quando c'è qualcosa che il cliente non vuole
capire, usare la frase: "Guardi è nel suo interesse fare così, se non segue il
mio consiglio dò le dimissioni dall'incarico" Funziona quasi sempre, però devi
essere disposto a non guadagnare ed ad essere disponibile sempre h24 (dico che
non ho uno stu***** d'architettura ma un pronto soccorso architettonico)ricevere
clienti nel week end dell'immacolata fino alla 23,30, essere paziente sulle
fisime del cliente, ecc. Quindi essere disposto a guadagnare di meno, spesso non
incassare per mesi, pur di non mollare.
Ho avuto una grande fortuna, essendo figlio di papà, lavorare all'inizio in
ruoli tecnici professionali molto pesanti, e con grandi maestri, e ho potuto
come diceva Enzo Bacigalupi: rubare con gli occhi e con le orecchie.
E' quello che manca oggi: la vera gavetta, che molti non sono più disposti a
fare, ho fatto la gavetta tra i 18 ed i 31 anni, passando tra vari studi sempre
più importanti, fino ad ereditare il mio.
www.studiomirano.it 10 Dic 2015 09:06
> un'immagine molto realistica capita che il cliente ti dica "ma la
> piastrella me la immaginavo di un colore lievemente più caldo" e


proprio a questo mi riferivo


>
> In ogni caso, per ristutturazioni edilizie e nuove costruzioni, noi
> milanesi siamo comunque obbligati a fare dei fotoinserimenti con
> qualità altissima per la Commissione per il Paesaggio, quindi il
> render è parte del nostro flusso di lavoro.


ma mica ogni pratica passa in commissione paesaggio ?



cosa intendi per qualità altissima?
nel senso che se alla commissione paesaggio presenti un render tipo questo:

http://www.stu*****mirano.it/grafica/elaborati/008b.jpg


te lo fanno rifare ?Oppure comunque la pratica viene portata avanti ?




--
www.stu*****mirano.it
www.studiomirano.it 10 Dic 2015 11:02
>
> Beh, ogni pratica di ristrutturazione edilizia e nuova costruzione va

questo per via di una norma locale immagino........... ?



visti i render........mi viene da chiedere se davvero vi hanno concesso
quello sbalzo sul marciapiede :)

uno e tutto in 3d, l'altro (il foto inserimento) ha un inserimento
geometricamente davvero corretto, io trovo sempre un pò di difficoltà a
adattare il modello sull'immagine, e succede di dovere stirare l'immagine.


comunque la mia domanda era solo per sapere se lì esistono degli
"standard" minimi per la presentazione alla commissione paesaggio,
perchè a me sembra che vada bene qualunque cosa (tipo un cubo giallo con
un tetto rosso inserito alla bene e meglio su una foto............)

non è quindi per fare confronti,ma solo per capire i vari standard che
hanno in mente i vari studi, ad esempio quando mi dicono "foto
realistico" allora intendo cose del genere:


http://www.cgarchitect.com/2015/12/aba-project-5
http://www.cgarchitect.com/2015/12/atrium28
http://www.cgarchitect.com/2015/12/eco-resort3
http://www.cgarchitect.com/2015/12/broadview1



ovviamente vorrei anche capire i costi di questi elaborati , perchè che
io sappia per una villetta se chiedi già più di 300-400 euro sei fuori
mercato (parlo di una vista non foto realistica, ma comunque buona per
un cartellone di vendita)







--
www.stu*****mirano.it
www.studiomirano.it 10 Dic 2015 11:37
>
> Il primo è "leccatissimo", io non lo farei mai, il secondo lo farei
> solo per un cliente decisamente importante, il terzo è un esercizio di
> computer grafica e non dice nulla, il quarto è da seconda fase di un
> concorso importante. Nessuno di questi ha senso per una pratica
> paesaggistica.
>

sul secondo il link apriva solo la prima immagine, era tutta una serie
di immagini




--
www.stu*****mirano.it
Ghost Dog 10 Dic 2015 14:58
Il 10/12/2015 10:55, Gabriele Pranzo� ha scritto:
> On Thu, 10 Dec 2015 09:06:48 +0100, "www.stu*****mirano.it" <aa@a.com>
> wrote:
>
>> nel senso che se alla commissione paesaggio presenti un render tipo questo:
>>
>> http://www.stu*****mirano.it/grafica/elaborati/008b.jpg
>>
>>
>> te lo fanno rifare ?Oppure comunque la pratica viene portata avanti ?
>
> La nostra commissione boccia moltissimo. Ovviamente in teoria non
> boccia perchè il render è brutto, ma la qualità della rappresentazione
> viene percepita come indice della capacità del progettista (bravo
> architetto = bel rendering). D'altra parte è così anche nei concorsi,
> quindi ormai una buona immagine è condizione necessaria.
>
> Ciao ciao.
>
In ogni caso, fermo restando uno standard minimo, io personalente taro
molto la qualità della rappresentazione in base all'importanza del progetto.
Sto inoltre sviluppando un layout personalizzato e molto riconoscibile,
perchè voglio che comunque quando una mia pratica viene esaminata da una
commissione (oltre che dal cliente) si percepisca l'attenzione al
progetto in tutte le sue componenti, non ultima quella grafica.
GD



---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
eddy 11 Dic 2015 09:21
Un attimo, fatemi capire cosa intendiamo per render. Ante e post per un vincolo
paesaggistico o similia, quello che da vecchietto chiamo "fotomontaggio" ovvero
il montaggio su una foto del progetto, è cosa normale e si è sempre fatta: a
mano si prendeva un negativo si stampava una foto nel formato minimo A1
normalmente erano A0 (c'erano appositi laboratori di stampa) poi si disegnava il
progetto (quintalate di retini colorati e non) si attaccava sulla foto e si
portava in laboratorio per ricavare un nuovo negativo e poi si stampava di
nuovo.Ancora oggi ho scatoloni di rotoli di queste foto in A0 allungato. Tanto
che alcuni li ho usati come "quadri" a stu*****. Oggi lo stesso lavoro lo
facciamo con il PC, ma è la stessa cosa.
Quando parlo di render ho in mente roba come quelli citati da Gabriele
Pranzo,oppure quello di Alberobello che ha scatenato la bagarre, ovvero non
hanno alcuna relazione con la documentazione progettuale necessaria per le
autorizzazioni.
Scusate se ho frainteso ma avevo appunto in mente il render di Alberobello,
quindi la mia polemica verteva sulla "cartaccia" non necessaria ai fini
amministrativi per le autorizzazioni.
www.studiomirano.it 11 Dic 2015 09:37
On 11/12/2015 09:21, eddy wrote:


ma..........io per render intendo la realizzazione di un modello 3d che
deve simulare il manufatto da realizzare

per fotoinserimento intendo un render inserito su una foto del contesto

poi i miei post erano solo per capire quale deve essere la qualità di un
render secondo voi

ovviamente sono anche io dell'idea che a volte al cliente è megli ofare
vedere un disegno ben fatto a mano che unrender..........



--
www.stu*****mirano.it
stef@no 15 Dic 2015 09:17
ieri volevo intervenire e per errore ho mandato un messaggio privato a
eddyligo. Incollo qui il mio messaggio e la risposta che ho ricevuto.


Il 11/12/2015 09:21, eddy ha scritto:
> ...quindi la mia polemica verteva sulla "cartaccia" non necessaria ai
> fini amministrativi per le autorizzazioni.

Da semplice disegnatore, io continuo ad essere d'accordo con il post
iniziale di Ghost Dog.
Nel caso di specie non credo che si tratti di elaborati poco utili. Al
di là delle questioni legate alla commissione paesaggistica e forse
prima di queste, c'è il fatto che il progettista dovrebbe fare in modo
che il progetto piaccia al cliente: se si tratta di un'opera pubblica il
disegno di presentazione dovrebbe essere il più accattivante possibile
perchè all'interno dell'opinione pubblica ci saranno senza dubbio voci
contrarie (capaci di entrare nel merito o solo per principio). Il
disegno dobrebbe quindi mostrare di sè la parte migliore e dare al
progettista ed al funzionario che l'ha scelto (qualunque sia stata la
procedura) modo di controbattere ed eventualmente anticipare le
critiche. Se il disegno mostra solo come le forme occupano lo spazio
senza riferimenti a materiali, luci ed ombre, se non esprime sensazioni,
se non comunica o se tutto questo è espresso in maniera arraffazzonata e
superficiale, si lascia insinuare il dubbio che il progetto (e forse
anche il progettista) potrebbero esserlo altrettanto. Insomma, la
presentazione di un disegno di impatto, in questo caso, dovrebbe essere
una necessità del progettista ed una specifica richiesta del committente.
E non sto parlando necessariamente di un render fotorealistico: tutti
voi sapete benissimo che con pastelli, pantone od acquarelli è possibile
ottenere risultati fenomenali. Che però presuppongono mano ed esperienza
ed hanno tempi e costi correlati. Tuttavia per i softwares è uguale, chè
non è sufficiente piazzare due textures ed una sorgente luminosa per
ottenere il risultato.
Ne vale la pena? Dipende, va valutato caso per caso. Per Alberobello
credo di si.

ciao
--
Stefano

Il 14/12/2015 09:21, eddy ha scritto:
Premetto che ho cominciato a disegnare con il tecnigrafo a 14 anni, ed
usiamo il cad dal 1985 (acad 2,17j), e sono stato dentro studi
professionali prima come lucidatore, poi disegnatore, progettista ed
infine responsabile di progetto/commessa, quindi ho fatto tutta la
gavetta. E collaborando con studi famosi a livello internazionale,
abbiamo fatto opere, come aereoporti, sedi centrali di banche
internazionali, ecc. in molti paesi. Per cui dovevamo usare tecniche di
disegno molto raffinate ma prospettive e render venivano usate molto
poco. Al massimo si usavano i colori per l'impiantistica (in
particolare) per semplificare la lettura del disegno.
Oggi che sono a capo dello stu*****, rimango di questa opinione, anche
perchè i budget si sono ridotti, ed a fine anno occorre avere utili. Il
render vero e proprio viene usato solo ed esclusivamente per "vendere",
in genere non al cliente, se si è rivolto a noi è per fiducia nella
capacità di portare l'opera a compimento, non per la ns. capacità nella
rappresentazione del disegno, ma per i "clienti" del cliente, quindi
quando già stiamo ben oltre il semplice progetto. Il tipico render serve
per la vendita, es. in un villaggio turistico all'estero, delle singole
unità magari con gli arredi, quindi quando la progettazione è ampiamente
terminata e siamo in fase realizzativa.
Ma in genere usiamo "photoshoppare" in fase di progetto per le esigenze
delle autorizzazioni amministrative, solo per lo stretto indispensabile.
E' pur vero che per i progetti del nuovo usiamo il BIM, ma solo perchè
semplifica la progettazione, es. computi, capitolati, impianti,
strutture ecc., quindi potremmo "renderizzare" molto facilmente, ma non
ne vediamo la convenienza dell'uso in fase di progettazione..
Per il restauro invece siamo molto più tradizionalisti in quanto il BIM
non è conveniente è antieconomico, in quanto non è possibile avere le
"biblioteche" sufficientemente precise ed utilizzabili in ogni caso, es
strutture, impianti, ecc.
Per il pubblico, nel caso serve, come hai detto (ed hai ragione), in
genere photoshoppiamo,ma nulla di più.
Ciao
Eduardo (eddy)

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Discussioni di architettura | Tutti i gruppi | it.arti.architettura | Notizie e discussioni architettura | Architettura Mobile | Servizio di consultazione news.